Foto e Disegni

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Ferrovia Chiusa - Plan

La stazione di Cervia

Stazione Molino del Pallone

Il modello in H0 del fabbricato viaggiatori di Molino del Pallone sebbene non abbia una struttura molto articolata, per la sua costruzione presenta qualche difficoltà, specie per quanto riguarda gli infissi, i comignoli e la cabina vetrata. Il modello che viene presentato conforme alle architetture standard dell'epoca, si riferisce alla costruzione esistente fino al 1983, prima di essere stata oggetto di notevoli ristrutturazioni. Infatti è in quel periodo che tutta la linea Porrettana ha subito una radicale trasformazione strutturale con l'avvento del DCO con sede in Porretta Terme. Il fabbricato è costruito interamente in sasso, proveniente da cave locali o dal letto del fiume Reno. Le pareti sono tutte intonacate e la copertura impiega tegole marsigliesi disposte in 14 file per ogni falda del tetto. La pianta del fabbricato del piano terra si riferisce ad una situazione difforme alle foto eseguite nel 1983 dove si può notare una diversa destinazione dei due locali sulla sinistra che portano l'indicazione 'Sala d'aspetto e 'Capo stazione', vestigia di tempi ormai lontani che richiamano alla memoria il passaggio di 80 e più convogli giornalieri, prima dell'avvento della 'Direttissima'.
Il primo piano era destinato ad abitazione del personale di stazione e la pianta può tornare utile a qualche lettore intenzionato a completare anche l'arredo interno che potrebbe essere ben visibile dalle finestre.

LA COSTRUZIONE

L'assemblaggio della struttura non presenta particolari difficoltà in quanto dopo aver provveduto a dimensionare le sagome in base al coefficiente della scala scelta, si provvede ad incollarle alle lastre di plasticard o compensato dello spessore di 2,5/3 mm., ponendo agli angoli 4 listelli a sezione quadrata di rinforzo. Con una finissima sega da traforo, con cutter e carta vetrata per le finiture, si praticheranno poi gli opportuni tagli per le porte e finestre.
E' consigliabile l'uso di carta vetrata, spaziata, fine, incollata ad un supporto a sezione rettangolare per una precisa definizione di spigoli ed angoli che costituisce sempre uno dei maggiori ostacoli per la buona riuscita del modello. Le pareti laterali del fabbricato presentano ai due lati superiori un profilo adatto ad alloggiare un travetto a sezione trapezoidale che costituisce la base per il fregio del sottotetto che bisognerà completare con un altro listello, come viene indicato nell'illustrazione.
Alla sommità delle pareti laterali va incollato un fregio in cartoncino che dovrà saldarsi al travetto usando un po' di stucco. Salvo che per le porte prelevate dal Kit LIMA di Dubino, gli altri infissi sono interamente autocostruiti usando cartone e plasticard. Per evitare di sporcare con la colla il vetro di finestre e cabina sono state tagliate sottili strisce dei carta bianca autoadesiva, quella usata per le etichette, disposte poi sul foglio di plastica trasparente per simulare il telaio degli infissi. L'uso della colla è sconsigliato in quanto difficilmente si evita di sporcare od opacizzare irrimediabilmente il supporto trasparente.
Il tetto è stato ottenuto, seguendo le precedenti esperienze, incollando con adesivo per modellismo su di un cartone o compensato della grandezza della falda tanti piccoli listelli in cartoncino che verranno allineati a colla ancora fresca con un righello.
Il modello fotografato non è preciso in quanto riporta soltanto 9 file di tegole marsigliesi, mentre al vero sono 14, ma l'effetto è ugualmente accettabile.
(Foto: Alberto Rizzoli)

CASALECCHIO 2006: CRONACA DI UN LENTA AGONIA

Sulla sinistra si può osservare un disegno schematico dello sviluppo dei binari nel 1982, quando la stazione era presenziata e spesso si incrociavano i due convogli diretti o provenienti da Bologna.
In tempi relativamente recenti la connessione con la Stazione Centrale di Bologna fu convertita a doppio binario, ora non lo è più.
La stazione di Casalecchio aveva anche la funzione di supportare i collegamenti con il deposito locomotive della "ATC" ed un binario destinato ad accogliere convogli inerenti il traffico della linea Casalecchio-Vignola, gestita dalla "ATC".
Non mancava anche un raccordo industriale che serviva a trasferire il materiale estratto dal letto del fiume Reno dalle cave S.A.P.A.B.A.
Il fascio di binari per il movimento merci era composto da cinque binari.
Le foto ante ristrutturazione presentano la stazione ancora presenziata sia da un Capostazione titolare FS che da un addetto dell'ATC.
Oltre al traffico locale la stazione ha ospitato per lungo tempo la E 626-089 e la E 626-193, destinate al ripristino per la gestione del traffico merci sulla attuale Bologna-Vignola (gestione che non verrà mai effettuata, anche se dal 2008 verrà ripristinata la trazione elettrica - N.D.R. al 2017).
Diversi treni storici sono transitati da Casalecchio. Abbiamo ritratto il passaggio di un convoglio proveniente da Porretta trainato dalla mitica GR 740-143. Era esattamente il 4 gennaio del 2001 e già la sentenza di condanna della stazione era stata emessa.
Va rilevato inoltre che anche l'attuale sistemazione è destinata a scomparire perchè è previsto il totale interramento di tutta la struttura per l'eliminazione del passaggio a livello, quindi fra breve anche le recenti foto della stazione costituiranno un reperto storico.....recente.

SCOMPARE ANCHE IL
BAR/TRATTORIA DELL'ADELE

Riportiamo quanto ha scritto in proposito con sincera emozione Gabriele Mignardi sul Resto del Carlino agli inizi del 2004

Non ha iscrizioni e non ne ha bisogno. Sta lì da cent’anni e continuerà la sua attività anche quando nel vecchio edificio non ci saranno più ferrovieri. È la Trattoria della Stazione, a Casalecchio la conoscono come ‘il Bituléin’. Prima dell’ultima guerra era un semplice chiosco dove gli avventori se ne andavano con un cartoccio di frittura di pesce di fiume, una cotoletta messa fra due fette di pane e un bicchiere di vino rosso. Poi, negli anni Cinquanta, per far posto ai fornelli e a qualche tavolino al coperto si fece una tettoia. Da trent’anni l’Adele mette a tavola i ferrovieri. Nella vecchia trattoria c’è il bollito e c’è il friggione. Dopo vennero i muri e un buon tetto. Dietro al bancone (che è quello di allora con i treni disegnati sul cristallo) c’era la Giuliana, poi arrivò l’Oreste ma ormai da trent’ anni c’è l’Adele. Forse per questo, a differenza di tutte le stazioni, qui non ha mai preso piede la ‘tavola calda’ o il ‘fast food’. Al ‘Bituléin d’la staziòn’ da sempre si mangia solo alla bolognese: tortellini, lasagne, tagliatelle, tortelloni, costoline in umido, arrosti di vitello, di lombo o di faraona e poi il bollito e il friggione. Il dolce, se proprio lo volete, è nel piattino con tre mandorle di torta di riso e una raviola. Il tavolino (ce ne sono dieci con le tovaglie a quadretti) però bisogna lasciarlo libero presto, perché i tempi sono ancora quelli dei ferrovieri: mezz’ora per un pasto come si deve senza attese e senza cerimonie. Il menù cambia solo con la stagione ed è appeso alla porta: prezzi chiari e porzioni adeguate. «Qui si è sempre speso il giusto perché per i ferrovieri la tariffa era quella e non si scappa — spiega Adele Monti, 75 anni, cuoca da sempre e, manco a dirlo, moglie di un ferroviere —. Anche adesso che ci sono i ‘buoni’ ci tengo ad offrire un buon pranzo. Di pubblicità non ho mai avuto bisogno perché «basta fare le cose per bene e la gente viene». E le ‘cose per bene’ sono le dodici ore passate in cucina, le 20-25 uova di sfoglia tirate al matterello tutti i giorni («nella mia cucina non è mai entrata una impastatrice o una macchina per tirare la sfoglia») e gli ingredienti scelti con attenzione. Inutile chiedere un biglietto da visita, si apre alle sei del mattino e si chiude alle otto di sera. Pranzo solo a mezzogiorno e avanti così fino alla scadenza del contratto con le ferrovie: la fine del 2005. L’Adele avrà 78 anni ma dopo di lei nessuno in famiglia ha l’intenzione di continuare.
(NDR: nel 2017 il "Bettolino" esiste ancora, anche se non è più dell'Adele: la scheda di TripAdvisor qui)

La stazione prima della ristrutturazione

I lavori di ristrutturazione

Di notevole suggestione l'ultimo incrocio che mostra l'Ale642 (R 11432 per Bologna) e l'E464 (R 6265 per Porretta) mentre sullo sfondo un piccolo diesel (D 214-1013) manovra per il carico del materiale demolito. Il binario 1, già smantellato, è stato ricoperto dal marciapiede che nella foto risulta ancora al grezzo e non asfaltato. Si può notare inoltre che il binario 4 è già stato rimosso, come pure gli ultimi 3 binari dello scalo merci che ne comprendeva 6.

Altre due foto sono particolarmente significative perchè ritraggono gli ultimi due passaggi sul binario 1 della stazione in data 11 aprile 2003, data in cui il binario venne scollegato e smantellato e la stazione divenne fermata (14-15 aprile).

Una nota curiosa: la piccola loco da cantiere rimasta su di uno spezzone di binario è stata in seguito recuperata con mezzi stradali dalla ditta appaltatrice.
E' anche riprodotto il disegno di un carro di servizio che già nell'anno 2001 occupava un binario dello scalo. La Coop Braccianti di Fano è stata la ditta appaltatrice dei lavori unitamente alla CLF coadiuvati dalle maestranze FS-RFI per la linea elettrica e gli impianti semaforici.
Per quanto riguarda i disegni le misure indicate sono convertite per la scala H0.

La nuova "stazione" di Casalecchio di Reno

Correva l'anno 1993… (grazie a Luigi Martinelli)